architettura verde nelle città

Architettura verde. La simbiosi tra natura e cultura

L’inserimento del verde negli edifici è diventato un tema di primaria importanza. I benefici del “verde urbano”, portano un contributo ambientale che non può essere ignorato. È importante che ogni abitante acquisisca la “cultura del verde”, una cultura ancora distante da noi che guardiamo al verde come a qualcosa di “eccezionale” che invece dovrebbe essere normalizzato. Qui parleremo del concetto di “isolamento del verde”, i benefici di un’architettura “verde” e alcuni esempi di riferimento.

L’isolamento del verde

Il verde ha da sempre subito il confinamento nelle periferie, isolato in parchi e giardini. L’architetto e designer argentino Emilio Ambasz, precursore dell’architettura “verde”, ha criticato duramente il concetto dominante per cui “le città sono gli edifici e le periferie sono i parchi”. L’opinione comune afferma che il verde necessiti esclusivamente di spazi ampi, che debba esser “costruito” solo in forma di distese d’erba, lasciando il grigio in città e alimentando un vero e proprio fenomeno di cementificazione. Ora però, a poco a poco, gli edifici ricoperti di verde sono in costante aumento. Non è un fattore esclusivamente estetico, i benefici di un’architettura verde sono molteplici e hanno un notevole impatto positivo sull’ambiente.

I vantaggi delle architetture verdi

Dal miglioramento della qualità dell’aria alla riduzione dell’effetto “isola di calore”, sono innumerevoli i vantaggi delle architetture verdi:

  • Purificazione dell’aria grazie ad una minor produzione di CO2
  • Riduzione delle polveri sottili
  • Riduzione della temperatura dell’ambiente circostante
  • Risparmio energetico
  • Riduzione dei fattori inquinanti
  • Aumento del benessere fisico e psicologico
  • Miglior acustica per terrazze e interni degli appartamenti

Grazie alla valorizzazione di questi fattori, il verde non è più relegato alle periferie ma sta diventando parte integrante dell’urbanistica. E il primo esempio risale a ben ventisei anni fa.

Un modello di ispirazione

Fukuoka (Giappone) ha bisogno di una sede per gli uffici governativi. Lo spazio destinato è l’unica area verde rimasta in città. Proprio Emilio Ambasz, nel 1995, progetta il centro ACROS. Il verde nascosto dall’edificio viene fuori in un’altra forma, come se emergesse dalla struttura stessa, in modo da restituire alla comunità il terreno sui cui sorge l’edificio. Un’opera spettacolare in grado di coniugare il “verde” del parco e il “grigio” dell’edificio. Moto d’ispirazione per tutti i progetti successivi, Ambasz ha gettato le basi per il concetto di convivenza tra architettura e natura, tra natura e cultura.

Alcuni esempi di architettura verde in Italia

Tra 2009 e 2014, sono stati costruiti in Italia due esempi riuscitissimi di integrazione del verde con l’architettura: Condominio 25 Verde di Luciano Pia a Torino e Bosco Verticale di Stefano Boeri a Milano.
In una città come Torino, estremamente trafficata, la facciata del 25 Verde crea la sensazione di vivere all’interno di un bosco. Inoltre, grazie ad apposite tecnologie, recupera le acque piovane che vengono poi conservate e riutilizzate per l’irrigazione.
Il Bosco Verticale a Milano è stata un’opera più controversa, a causa dei costi elevati di costruzione. 1000 alberi e più di 1500 tra piante e rampicanti creano, però, uno squarcio naturale in quella Milano tanto caotica e trafficata che conosciamo. Un modo diverso di concepire la città, di concepire il verde.

Il punto di forza di questi progetti sta nel creare un binomio tra natura e architettura che permette all’edificio di avere un controllo maggiore sul clima e alla natura di crearsi nuovi spazi all’interno del sistema urbano.

Creare e crearsi una cultura del verde

Il tutto alla ricerca di un rapporto tra natura e architettura che non sia più conflittuale, in cui le architetture verdi siano sempre più d’esempio per altri progettisti e allo stesso tempo diano modo ad ogni individuo di sensibilizzarsi e auto-crearsi una cultura del verde sempre più forte.